La Casa è...

La Casa per la Pace è una villa storica del Cinquecento, oggi residenza d’epoca, immersa nella campagna toscana, circondata da cipressi e oliveti, nel territorio internazionalmente conosciuto come Chianti. Un luogo di grande fascino e quiete, capace di coniugare valore storico, bellezza del paesaggio e una vocazione naturale all’ospitalità.

L’edificio è di alto valore storico-artistico ed è tutelato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Culturali della Regione Toscana. Il corpo centrale risale all’epoca rinascimentale ed è arricchito da uno dei rari esempi ancora esistenti di giardino pensile coevo, testimonianza preziosa dell’impianto originario della villa.

Nel 1983 l’ultima proprietaria, Lucia de Vigilis Mattei, vedova Sbisà, decise di donare parte dell’immobile a Pax Christi, affinché il Movimento potesse disporre di un luogo in cui svolgere le proprie attività: l’educazione alla pace e alla nonviolenza, il disarmo integrale, la salvaguardia del Creato. Accanto a queste finalità, la Casa ha mantenuto e sviluppato nel tempo anche la sua dimensione di luogo di accoglienza, aperto a chi desidera trascorrere un periodo di soggiorno in un contesto tranquillo, ospitale e rigenerante.

A raccogliere la donazione fu il presidente pro tempore di Pax Christi, Monsignor Luigi Bettazzi, al quale succedette due anni dopo Monsignor Tonino Bello, che volle per i “costruttori di pace” un luogo dove, con parole rimaste vive nel tempo, «riparare le tende per ripartire sui sentieri di Isaia».

Da allora la Casa per la Pace è cresciuta, nelle attività come nell’ospitalità, grazie all’impegno e alla cura di tante persone: viandanti conquistati dalla sua bellezza, volontari che ne hanno custodito e continuano a custodirne la vita quotidiana, simpatizzanti che l’hanno ricordata nei loro lasciti e quanti tornano a visitarla nel tempo, riconoscendola come un luogo capace di accogliere, ispirare e rigenerare.

 

L'accoglienza della Casa

La Casa per la Pace è, da sempre, un luogo in cui l’accoglienza non si esaurisce in un servizio, ma diventa relazione, attenzione e responsabilità reciproca.

Chi varca la soglia della Casa non è semplicemente un ospite, ma una persona accolta in uno spazio che invita al rispetto, alla condivisione e alla cura dei tempi e dei luoghi. L’accoglienza è pensata come un incontro tra storie, sensibilità e percorsi diversi, vissuto con semplicità e autenticità.

Per Pax Christi, accogliere nella propria Casa significa anche condividere un modo di guardare il mondo. Durante il soggiorno, agli ospiti viene data la possibilità di conoscere la storia del movimento, i suoi valori fondanti, le campagne e le iniziative per la pace, la giustizia, il disarmo, la tutela dei diritti e la cura del Creato. Non si tratta di un percorso imposto, ma di un’occasione di ascolto e di confronto, offerta con discrezione e rispetto della libertà di ciascuno.

La Casa è pensata come uno spazio abitabile e vissuto, dove l’incontro tra persone diverse diventa occasione di crescita reciproca, di scambio autentico e di umanità concreta. In questo contesto, la testimonianza quotidiana – fatta di scelte, parole, silenzi e gesti – diventa parte integrante dell’esperienza di accoglienza.

La Casa per la Pace vuole essere un luogo in cui si riscopre il senso di comunità, dove ognuno possa sentirsi accolto e valorizzato, contribuendo, secondo le proprie possibilità e sensibilità, alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico.

Nel tempo, questo modo di intendere l’accoglienza ha portato la Casa per la Pace ad aprirsi anche a chi attraversa momenti di fragilità, di passaggio o di ricerca personale. La quotidianità della Casa – fatta di gesti semplici, lavoro condiviso, attenzione ai ritmi e alle relazioni – diventa così un terreno fertile per ricostruire fiducia, autonomia e senso di appartenenza.

La scelta di essere oggi anche residenza d’epoca nasce dalla volontà di coniugare questa vocazione profonda con una forma di ospitalità strutturata, sostenibile e rispettosa delle normative, senza snaturare l’identità della Casa. Un luogo storico che continua a vivere, ad accogliere e a generare valore umano e sociale, mantenendo intatto il suo spirito originario.

Alla Casa per la Pace l’ospitalità è sobria, autentica, essenziale. È un invito a rallentare, a ritrovare il senso delle relazioni e a sentirsi parte – anche solo per un tempo breve – di una comunità che mette al centro la persona, la dignità del lavoro, la cura dei luoghi e il rispetto dell’altro.

La Casa per la Pace vuole essere uno spazio aperto all’Altro, dove ogni individuo possa sentirsi accolto e valorizzato nel proprio percorso personale, umano e relazionale, e dove ciascuno è davvero il benvenuto.

Pax Christi e la Casa

La Casa è uno spazio di accoglienza, dialogo e confronto, nel quale gli aderenti a Pax Christi, così come gruppi parrocchiali e associativi, possono ritrovarsi per vivere momenti di spiritualità e preghiera, percorsi di formazione e studio sulla pace e la nonviolenza, oppure semplicemente per condividere il tempo, la quiete del luogo e la bellezza del paesaggio che la circonda.

Accanto alle attività istituzionali del Movimento, la Casa accoglie anche coloro che hanno bisogno di un luogo dove alloggiare per una breve sosta, per visitare il territorio o per concedersi un tempo di riposo e riflessione, in un contesto sobrio, ospitale e rispettoso delle persone e dei luoghi.

Nel corso dell’anno, Pax Christi promuove alla Casa per la Pace laboratori, incontri e percorsi di educazione, ricerca e studio sui temi della risoluzione nonviolenta dei conflitti, dell’economia, della giustizia sociale, della cura dell’ambiente e della responsabilità verso il bene comune.

La Casa per la Pace vuole essere, oggi come ieri, un progetto che prova a dare concretezza a un sogno antico di Pax Christi: «un punto di riferimento per appoggiare, riparare o costruire le tende; un punto logistico di aggregazione ideale che ci aiuti tutti a far sì che la pace diventi inquilina stabile della Terra» (Don Tonino Bello).



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